pechino express, ma che gli ha preso a rai due?

Lo so, c’è emanuele filiberto. Ma si vede poco e niente. Parla solo via radio per comunicare le istruzioni del gioco ai concorrenti, aspetta che arrivino stremati a fine tappa, lancia le prove immunità ma, giuro, il risultato è credibile.

Il format (al solito, scopiazzato dall’estero, stavolta dalla tv belga-olandea) è stimolante: dieci coppie di concorrenti partono dall’india e devono arrivare a pechino, chiedendo passaggi e ospitalità ai locali, con solo un euro in tasca per mangiare e uno zainone sulle spalle. Fico. Ma davvero è rai due questa?

I concorrenti non sono male, nessun disperato, nessun riabilitato, nessun divo isterico. La più famosa è simona izzo, accompagnata da suo figlio francesco venditti. Che a incontrarli dal vero uno gli consiglierebbe subito una bella terapia familiare ma schermati dalla tv fanno meno paura. Ah certo, ci sono le veline – non ho capito di che edizione – due attori, due sportivi, ma insomma… niente carne del billionaire.  Si vede proprio che il bunga bunga è fuori moda.

E poi c’è lui, costantino della gherardesca, questi adorabili 110 chili di humour e spocchia omofila che o li ami o li odi. Spicca tra tutti già per come porta lo zaino. In poche ore riesce ad aggiudicarsi una caduta di capoccia dal risciò, un principio di scabbia (cosa non si fa per avere degli scatti bizzarri) e una diagnosi di obesità da un santone indù guro delle diete. Lui e il suo impeccabile inglese. A proposito, qualcuno glielo dirà alle veline che ‘please, help we’ è un inglese illegale?

Comunque la cosa più bella di questo nuovo reality game è la totale assenza di ciance. A mano a mano che il programma va avanti realizzo con stupore che non c’è uno studio. Alleluja. Nessuna madre che difende la figlia stronza, nessuna fidanzata gelosa che si è rifatta le labbra per l’occasione, nessun fratello reietto che legge lettere melense. Incredibile. Lasciano che vediamo i posti, guardiamo in faccia le persone, ascoltiamo le lingue locali. E’ tutto on the road, tra mercati e vicoli, pullman scassati e risciò, risaie e marciapiedi.
Insomma passano le ore e io non ho voglia di cambiare canale (tranne forse durante le prove immunità ma quella è la mia innata avversione verso l’agonismo spicciolo), non inveisco contro la regia nè me la prendo con gli autori, è tutto piacevole e lo stupore, solo lo stupore, è la ragione di questo post.

Una risposta a “pechino express, ma che gli ha preso a rai due?

  1. Ho avuto la stessa identica sensazione..invece di voler subito cambiare canale per vedermi qualche bel film in archivio, ho continuato a guardare questo strano programma..alla fine l’ho visto tutto, nonostante odi questo genere di tv. Mi sa che questa volta hanno estratto dal cappello un programma carino

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