che vuoi fare da grande?

alessiaattanasio_copywriterroma

La mia storia d’amore con la scrittura è antica ma sempre nuova, come solo le grandi storie d’amore sanno essere.

Sono nata e cresciuta a roma negli anni ottanta. Alle elementari scrivevo poesie e personaggi senza storia in grandi quadernoni fiorati. Mi piaceva. Mi faceva sognare. Mi faceva sentire speciale. Strana, forse.
Un giorno qualcuno mi mostrò il suo commodore 64. La tastiera mi ipnotizzò. Chiesi se per caso si potesse usare per scrivere. Si poteva. Ma non vuoi giocare a Pac-Man? Nz. Il cursore bianco palpitava sullo schermo. E io con lui.

Seguirono anni di grandi struggimenti letterari. Matite grasse e staedltler gialle e nere. Al liceo, diari drammatici e lettere strappacuore. All’università, pagine fiduciose e romanzi incompiuti.

Poi la tesi: una cavalcata entusiasta in terra americana a scoprire il mondo delle teenager nel cinema, nella letteratura, nel fumetto e nella tv, dagli anni cinquanta ai novanta. Una goduria che non vi dico. Una roba che solo il d.a.m.s. Sì, proprio il d.a.m.s. Lo so che oggi d.a.m.s e facoltà-votata-alla-disoccupazione sono sinonimi perfetti ma posso dire che a me ha insegnato tanto: a cavalcare di testo in testo, per esempio, a condensare concetti in immagini e a fare l’operazione inversa, estrando il succo di un pensiero da un piano sequenza. (Che poi ci sia voluta tanta fantasia e buona volontà a trasformare queste abilità in un mestiere, è un altro discorso.)

Ma andiamo avanti: a ventiquattro anni sono fuori. Laureata, lodata e disoccupata. Si comincia.

Ciao mondo!

Comincio con l’editoria. Scrivo recensioni e valutazioni (feroci) di manoscritti. Correggo bozze e revisiono testi. Imparo la disciplina. Il bon ton delle virgole e della forma.

Poi è la volta dei cinematografari. Non scrivo, scenografo. Allestisco ambienti e trasformo oggetti qualunque in oggetti che raccontano una storia. Imparo la pragmatica. Risolvere. Adesso. Bene.

Approdo alla pubblicità quasi per caso. La prima agenzia pubblicitaria della mia vita mi contatta proprio il giorno del mio compleanno: decido che non può non avere un significato.
Lavoro in agenzia e imparo il business, il target e tutte quelle parolacce inglesi che determinano la bravura di una copywriter.

Intanto scrivo spot promozionali per Sky, sceneggiature e racconti.

Nel 2010, mi autopromuovo copywriter freelance.

L’anno dopo, co-fondo pinktree, sotto le cui fronde rosa si riuniscono le competenze di tre giovani professioniste in advertising, web e marketing. Come content manager, curo e creo contenuti per una comunicazione fresca, efficace e personalizzata. Soluzioni per presentarsi meglio e vendere di più. Idee che fruttano, insomma.

Nel 2013, dò vita insieme a Marika Salerno a Parole in vetrina, il progetto che porta il copywriting e la calligrafia nel mondo delle vetrine, inventando allestimenti unici per negozianti in cerca di originalità.

Ecco, mi sembra tutto. Almeno per ora.

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