concept, portfolio

UCLAI: una campagna pubblicitaria all’insegna della chiarezza

L’obiettivo di questo cliente era entrare in contatto con un target over 60 presentando i servizi e le sedi UCLAI. Come copywriter freelance, il mio compito era immaginare un concept in grado di vincere la diffidenza e il disorientamento provati dalle persone di fronte alle complicazioni della burocrazia, sentimenti descritti dal marketing UCLAI come molto diffusi tra i destinatari dei loro servizi.

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La mia idea è stata presentare UCLAI come una soluzione al disorientamento e alla complessità del sistema burocratico, rappresentando l’associazione come una direzione chiara e precisa verso cui procedere per ottenere l’invalidità civile.

Ho immaginato un visual che mostrasse una coppia matura di fronte a un affollamento di segnali che indicano le varie richieste/problematiche in cui possono incorrere. Tra questi, il segnale UCLAI spicca per dimensioni e chiarezza, a significare la chiarezza delle soluzioni offerte. Ho strutturato headline e bodycopy  in modo da integrare il visual usando metafore connesse all’orientamento, alla strada e alla direzione.

La campagna pubblicitaria è apparsa sul quotidiano Metro.

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vetrine con la parlantina

Shoptellers, copywriting + calligrafia + vetrina = uau

Parole in vetrina :: Metti insieme una copywriter, una calligrafa e un negozio di moda ed ecco che viene fuori una creazione come questa: una vetrina totalmente personalizzata, pensata, realizzata e allestita da due diverse professioniste della scrittura, che amano le parole e le cose belle.

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La copy sono io, naturalmente. E lo strillo è il mio. Ho pensato a una headline che profumasse di primavera e di spensieratezza, di amicizia e di familiarità e che sapesse evocare nelle donne di tutte le età quella speciale sensazione che si prova a primavera, quando la bella stagione ritorna ed è come una vecchia amica che non vediamo l’ora di riabbracciare. Ecco come nasce la frase “Primavera, amica mia, che bello ritrovarti qui!” ed ecco cosa diventa il copywriting quando incontra la calligrafia.

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La calligrafa con cui ho sviluppato questo progetto è Marika Salerno, artigiana della scrittura e creatrice di un’originalissima collezione di oggetti per la casa e per il tempo libero dal gusto europeo che potete sbirciare ben bene da questo sito. In questa vetrina, ha usato pennello, colori e tutta la sua arte per realizzare una decorazione calligrafica allegra e gioiosa, unica come solo le cose fatte a mano possono essere.

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Insieme, io e Marika abbiamo curato anche l’allestimento della vetrina. Lei attingendo alle sue esperienze espositive con i mercatini artigianali e i set fotografici delle sue creazioni, io rispolverando antiche competenze di allestitrice di ambienti apprese sui set cinematografici, lavorando nel reparto scenografia.

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Abbiamo scelto e poi personalizzato pochi significativi oggetti, che comunicassero l’idea di una primavera fresca e gentile, vivace e molto femminile, in linea con lo stile della collezione spring-summer del negozio.

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Le parole sono importanti!
Non è forse da un ‘ciao’ che inizia ogni storia d’amore?

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portfolio, testi pubblicitari

Una brochure per Abbott

Come copywriter freelance ho avuto l’incarico da un’agenzia pubblicitaria di redigere i testi pubblicitari di una brochure per il marchio farmaceutico Abbott.

La brochure era destinata a un pubblico molto specifico, veniva distribuita nelle farmacie, e doveva informare i clienti della disponibilità di un sito dedicato alle esigenze dei pazienti diabetici. Il linguaggio doveva essere informativo ma fresco, in grado di trasmettere vicinanza e fiducia, valori cardine del brand Abbott.

abbott diabetes care
brochure testi abbott diabetes care

Questo era un progetto nel quale era importante modulare il linguaggio, calibrare il tono di voce e mantenere l’equilibrio tra la specificità del gergo medico e il contatto umano, un elemento da non perdere mai di vista quando si tratta di comunicare servizi e prodotti rivolti alla persona.


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concept, portfolio

Audibel, senti che concept

L’obiettivo di questo progetto era promuovere l’acquisto di nuovi apparecchi acustici nella stagione primaverile, incoraggiando il destinatario a recarsi nei centri. Come copywriter freelance e creativa il mio compito era ideare dei concept pubblicitari in grado di trasmettere questi messaggi, che sarebbero poi stati inviati via lettera ai potenziali clienti.

concept 1: l’idea è stimolare nel destinatario il ricordo dei suoni della primavera e quindi il desiderio di ascoltarli e distinguerli a pieno attraverso i nuovi modelli di apparecchi acustici.

proposta per campagna pubblicitaria mailing

concept 2: l’idea è fare leva sui concetti di piacere sensoriale e convivialità, collegandoli al sentimento positivo del ‘gustarsi la vita’. Il messaggio è affidato al verbo ‘apparecchiarsi’, inteso nel doppio significato di dotarsi di un apparecchio e di prepararsi a gustare.

campagna pubblicitaria per mailing

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bla bla bla

woodstock, le banche e la supercazzola emozionale

Stavolta la questione è di sostanza, non di stile. Di contenuto proprio, non di forma. E si riferisce all’ultimo spot di Fineco. Ma anche a quello di Ing Direct. Guardateveli. Ci vediamo più giù.

Non so voi ma io mi sento velatamente ingannata. Dai, paragonare una banca al gesto di respirare. E tirar dentro Woodstock, poi, veramente un colpo basso per tutti coloro che hanno anche solo portato gli jeans a zampa una volta nella vita. Della serie: ora che la gente non si fida più di noi, come facciamo a vendergli i nostri conti correnti? Ma sì, raccontiamogli che il nostro conto è peace and love, che è rivoluzionario come l’LSD, che la finanza è controcultura. E che loro, proprio loro, possono ‘prendere parte al cambiamento’ scegliendo noi per il loro conto morente corrente.

In fondo i sessantenni di oggi sono i capelloni di allora ed ecco che il vintage va forte pure in pubblicità. E’ tutto un citare di scene che furono. Ragazzini con magliettine a righe, zingarate in spiaggia, telefoni a gettoni, volkswagen westfalia come se piovesse. Tutto impacchettato dentro una luce settantina. Perché così le immagini ci sembrano proprio uscite dagli album di casa nostra. Sfocate, un po’ virate verso il giallo, proprio come quelle che fabbrica Instagram.

Fineco l’ha fatta meno esplicita, ma non più etica. Semplice come respirare. E poi via con un montaggio gigione fino all’ultima fiorettata subliminale, il bell’uomo che emerge dall’acqua, che fa subito balenare nella mente l’equazione Fineco = boccata d’ossigeno. Che di questi tempi, in cui nessuno dorme più tanto tranquillo, significa proprio essere infidi. Significa che me ne sto sul divano, dopo una giornata mortifera in ufficio, dopo aver trovato nella cassetta bollette, tristi cataloghi di Mondo Convenienza e pubblicità dei finanziamenti e mi ritrovo l’immagine di questo che tira sto sospirone di sollievo, con la luce del tramonto che riverbera tutto intorno e che mi fa pure pensare all’estate, che non guasta mai.

Ad essere fatta bene è fatta bene, manco a dirlo. La coppia matura borghese che spegne le candeline (metti al sicuro i risparmi di una vita). Il giovane boxer che suda sul sacco (per te, che sei uno che nella vita combatte). La ragazza che alita sul vetro bagnato di pioggia (con noi sei protetto). Bellissime donne affatto affaticate dalle doglie (facciamo nascere una cosa bella). Il suonatore di sax scalzo (?). E su quest’immagine, signori, mi fermo.

Mi pare troppo, ecco. A me la pubblicità piace, sono una copy e si può dire che io ci campi. Quando è divertimento, trovata, provocazione ma anche semplice e onesta promozione la trovo una forma di comunicazione veramente stimolante, direi ormai imprescindibile. Ma questo è andare oltre. E’ forzare il senso. E’ seminare robaccia nell’inconscio delle persone. E’ fare alla gente una supercazzola emozionale senza scrupoli.
In una parola, per me, è non è buona pubblicità.