portfolio, testi pubblicitari

La cartolina pubblicitaria di pinktree

Questa cartolina pubblicitaria è stato uno strumento pubblicatario pensato con le ragazze di pinktree, il brand con cui ho firmato per alcuni anni i miei lavori da copywriter freelance. Attraverso questa cartolina, abbiamo contattato una selezione di aziende della nostra città per promuovere i nostri servizi pubblicitari, spedendole ai loro indirizzi. Segue la scia, letteralmente, della campagna di lancio del sito pinktree, una serie di immagini vintage che vedeva protagoniste tre giovani professioniste, al lavoro sulle loro scrivanie.

Facciamo numeri

è il claim che ho ideato per questa cartolina, come a dire che siamo brave a fare cose difficili ma anche a significare che i nostri sforzi producono risultati concreti per le aziende clienti, numeri appunto.


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concept, portfolio

kiabi

Quando l’agenzia pubbliclitaria per cui lavoravo mi ha inviato il brief di questo lavoro: il concept per un’affissione su Roma del brand Kiabi, sul mio volto si è dipinto un bel sorriso. Anche se si è dei professionsiti e si dedica ad ogni incarico la stessa concentrazione, è innegabile che alcuni lavori siano più elettrizzanti di altri. Era il caso di questo marchio di abbigliamento che desiderava un concept fresco e divertente per pubblicizzare la sua promozione “Back to school”.

Mi sono sintonizzata su questo mood e ho pensato a una headline fortemente esortativa, che intende spingere il target all’azione immediata (sbrigati, che la promozione finisce!). Il verbo acchiappa strizza l’occhio al visual, richiamando l’acchiapparella a cui sembra stiano giocando i bambini dell’immagine, e dona dinamicità e allegria al messaggio.

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naming, portfolio

Isidore, storia di un naming

Ormai lo sapete, un naming anonimo non se lo ricorda nessuno. Un nome interessante, invece, è indimenticabile. O almeno non è simile a nessun altro. Racconta la specificità di un prodotto, i benefici che può portare nella vita di chi lo sceglie. E lo fa in modo accessibile, comprensibile a tutti, per non perdere neanche un’occasione di fare amicizia.

Vi racconto la storia di questo naming, nato qualche anno fa:
il cliente aveva bisogno di un naming per un servizio di internet corner wifi. Un naming semplice, che potesse poi essere declinato per i diversi contesti commerciali nei quali si attivava il servizio web. Il servizio in sè era semplice da identificare ma la vasta offerta del settore tecnologico informatica aveva di molto saturato le possibilità linguistiche. Qualsiasi formula pensassi, esisteva già. Oppure non esisteva come prodotto ma esisteva come dominio e quindi, allo stesso modo, non era utilizzabile.

Così, ho pensato a un nome proprio, un nome di persona, da associare a un personaggio creato ad hoc. In questo modo, avremmo potuto identificare in modo amichevole il servizio internet, attraverso un testimonial unico. Il nome però doveva avere un significato capace di esprimere le caratteristiche del prodotto. E ovviamente suonare bene all’orecchio.

Mumble mumble…

Ed ecco Isidore.

Semplice e calzante: Isidore, [ˈɪzɪdɔː(r)], si legge infatti come easy door, [ˈiːzɪ] [dɔː(r)] ovvero facile accesso.Il naming diventa quindi anche la promessa del servizio: una connessione senza problemi alla rete internet.


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portfolio, testi pubblicitari

Passata inosservata? No, grazie

Quando il cliente per cui ti trovi a scrivere è un’agenzia pubblicitaria, i giochi sono diversi. Spingere il pedale sull’acceleratore della creatività è d’obbligo, anche per mostrare di cosa è capace il team dell’agenzia.

Questa cartolina era destinata a una selezione di aziende del comparto food, per promuovere servizi di branding indentity e restyling del packaging. I testi pubblicitari che ho realizzato danno voce a una immaginaria bottiglia di passata di pomodoro, “passata inosservata” per via del suo packaging poco attraente.

“Passata inosservata matura l’idea di un crudo suicidio e si getta dallo scaffale del supermercato. Erano settimane che soffriva in silenzio su un gelido ripiano, bramando il fondale rovente di una padella. Rossa di rabbia, assisteva al successo dei suoi concorrenti; persino i pelati attiravano più clienti di lei, concentrata in una confezione anonima.
Termina così l’aspra vita di una vellutata di pomodori. Sognava di spandersi su valli di fettuccine e dominare tavole mediterranee. Ma il suo aspetto insipido l’ha condannata e ormai per lei non è più tempo di farfalle.”

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Lactea, storia di un naming

Una lampada solare, di produzione italiana, dal design minimal e dall’aspetto elegante. Come nel caso dell’altro naming che vi ho brevemente raccontato, anche l’ideazione del naming per questo prodotto presentava diverse sfide. Le soluzioni linguistiche più stimolanti che mi venivano in mente – ad esempio carpe diem, che mi pareva adatto a trasmettere il messaggio di un prodotto che ‘cattura il giorno’, inteso come luce – erano già state pensate (e manco da un’azienda qualunque, ma da Lady Philips).

La ricerca creativa per questo naming si è subito focalizzata sulla ricerca di un aggettivo qualificativo, perchè mi sembrava importante appunto “qualificare” in modo unico ciò che la lampada offriva. Cercavo un nome dalla sonorità evocativa e dal significato calzante.

Finchè, dopo tanta ricerca, un’illuminazione (!):

lactea

Lactea è un aggettivo qualificativo della lingua latina che significa lattea. La scelta di impiegare una parola latina mi permetteva di radicare il prodotto nel contesto italiano, come ‘made in italy’ al 100%, presentandolo come frutto della cultura e della creatività italiana. Un elemento che sarebbe stato rilevato dal target individuato dall’azienda, sensibile alla qualità e alle soluzioni di design intelligenti.

Inoltre, il termine lattea fornisce un richiamo immediato alla Via Lattea, ovvero la galassia cui appartiene il nostro sistema solare, caratterizzata da una grande concentrazione luminosa di stelle, tra cui, appunto, il Sole. Questo riferimento è utile anche per richiamare subito alla mente immagini di luce e di natura, che contribuiscono a contestualizzare l’uso del prodotto.

In ultima analisi, Lactea offre anche un’indicazione del tipo di luce che diffonde il nostro prodotto, una luce candida e morbida, che si propaga nell’ambiente in modo avvolgente.

A corredo del naming, ho pensato a questo payoff, che rendeva il riferimento alla Via Lattea ancora più esplicito, aggiungendo l’ulteriore significato della via del sole come via alternativa, ovvero modalità nuova di produrre energia dal sole.

lactea, la via del sole.


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